| CRITICHE MUSICALI
“Sul palcoscenico una meritevole Orchestra dell’Istituto Musicale Giuseppe Verdi di Ravenna che, sotto la sapiente direzione del Maestro Emir Saul…” “l’Orchestra dell’Istituto Verdi ha interpretato con sicurezza questa pagina (nr. A una miniatura antica) offrendone un’esecuzione piacevole ed espressiva, grazie alla guida sicura, capace e, a tratti, si potrebbe dire quasi “affabile” del Maestro Saul…” “Preggievole l’interpretazione delle Antiche arie e danze per liuto, Suite N° 3 di Ottorrino Respighi, risalente al 1931, e sicuramente molto interessante la Serenata per orchestra da camera dello stesso Maioli, una composizione di linguaggio piuttosto avanzato , con echi stravinskijani che l’Orchestra dell’Istituto Verdi ha interpretato con gusto elegante e con un certo piglio guidata dal gesto sicuro e avvolgente di Saul.”
(Il corriere di Ravenna, 14/06/05. Concerto per il Ravenna Festival”) Il maestro Saul ha guidato i vari testi con una lettura scorrevole, sicura ed elegante, nella quale l'efficienza ha regnato sovrana e creato un prodotto complessivamente rifinito in ogni dettaglio. (L'arena - 26 Aprile 2003) Successo pieno per quanto ha contraddistinto poi l'op.11 dell'americano Barber, quando il direttore Emir Saul ha trascinato l'orchestra vicentina con grande inventiva, attraverso una lettura incantevole, in cui il suono è risultato di prima qualità, ricco e smagliante, dai colori perfettamente amalgamati. Ma l'esito vincente è stato anche di averle trasmesso un senso drammatico ed una vera capacità di raccontare questa pagina che ha un particolare ed immediato fascino. (L' Arena - 17 Aprile 2002) Emir Saul li ha guidati (I Virtuosi Italiani) con efficacia di concertazione, tenendo sempre ben controllate le parti, e risolvendo il fraseggio secondo una linea interpretativa che ha adeguatamente privilegiato una brillantezza tagliente, esuberante in Prokofiev, e un'espressività densa e ricca di sfumature nella Serenata di Cajkovskij (L'Arena - 2 ottobre 2001) Dotato di carattere energico espresso in una gestualità aperta e chiarissima, Emir Saul ha fornito una lettura del "Coriolano" potente e incisiva, come si conviene per la celebre pagina sinfonica; nella Sinfonia sono apparsi senz'altro convincenti i primi due movimenti, ben equilibrati nella cantabilità, con una particolare sottolineatura per l'ottima resa dell'Allegretto scherzando, cui il direttore ha conferito un carattere squisitamente aggraziato. (L'Arena - 14 luglio 2001) Straordinaria la direzione di Emir Saul, intenso e vivacissimo. Il Vespro (aprile 2001 – Concerto all Teatro dell’Opera di Roma, con Cecilia Gasdia e l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza) Emir Saul è un direttore del gesto coinvolgente quanto semplice, e ha proposto una linea interpretativa di decisa sostanza espressiva. L’Adagio di Barber è stato giocato sul contrasto di dinamiche fortemente divaricate. La Simple Symphony sull’energia che scaturiva dalle scelte di tempo non meno che dalla ben sottolineata brillantezza dei movimenti estremi, o dalla pateticità “all’antica” della Sarabanda. Quanto a Dvorak (Serenade), è stato riletto senza esagerazioni romanticheggianti, senza mai rinunciare a tornire la linea morbida della frase (pensiamo al bel Valzer. o al pensieroso Larghetto), secondo una misura mai fine a se stessa, che ha giocato molto sulla sobrietà della tinta di quest’opera. (Il giornale di Vicenza, 13/09/99) La sorpresa per me, fu l’alto livello musicale...In buca c’era una grande orchestra di seri professionisti, comandata dalla bacchetta agile e nervosa di Emir Saul. (AIDA- ABC de Sevilla 25-05-97) Nella seconda parte, la Serenata in Do Maggiore op. 48 di Ciajkowski, ha avuto un esito quasi scontato, per essere di sicuro uno dei pezzi più lucidi del repertorio dell’orchestra romena, che Saul ha diretto a memoria. Un Ciajkowski fresco, trasparente, dove niente è stato concesso al puro esibizionismo, strumentalmente felicissimo. (L’Arena di Verona, 15/03/99) "Indubitabilmente,direttore d'orchestra nato, tecnicamente ben provvisto, e con considerabile mestiere nonostante la sua gioventù. Saul,che aveva già diretto l'Orchestra Filarmonica di Buenos Aires, impattò al pubblico, specialmente nella seconda parte con brani più brillanti di quelli della prima, e sembrò contare con la adesione della orchestra, importante qualità per un direttore". (Clarín, Buenos Aires, 28/02/87) "In Brahms (Variazioni su un tema di Haydn op.56) Emir Saul, ratificò ampiamente l'impressione iniziale del concerto. La sua autorità musicale sembrò qui maggiore che in Mozart. Dimostrò conoscere la partitura profondamente e capire il ricco linguaggio lirico brahmsiano in una delle sue manifestazione più estroverse". (El País, Montevideo -Uruguay-, 25/10/86) Emir Saul assunse questo brano (Sinfonia Nº 1 di Sciostakovich) con conoscenza e messa a fuoco azzeccata. (Los Andes- Mendoza ARG- 25/10/95) ...Il direttore Emir Saul ha impresso una chiave di lettura sciolta nelle scansioni, ricca di verve.... (Mozart-Divertimento in Re Maggiore- L’Arena di Verona, agosto 1996) "La Sheboygan Simphony, colla bacchetta del direttore argentino Emir Saul, interpretò con grazia e sensibilità un difficile programma Tchaikowsky..." "...il concerto è stato gratificante. L'orchestra ha offerto una lodevole esecuzione della complessa ed esigente orchestrazione di questi brani..." "...Saul, un dinamico direttore da osservare, si comunicò bene colla orchestra, dimostrando energia e sottigliezza". (Sheboygan Press, Sheboygan -U.S.A.- 05/05/86) "A continuazione si ascoltò la Sinfonia N° 1 di Beethoven, che il complesso di Tucumán (L'Orchestra Giovanile dell'U.N.T) ha saputo esprimere con equilibrio e raffinatezza, con pochi errori se teniamo conto le difficoltà della partitura. Il Maestro Saul, in una perfetta adeguazione di stile, ottenne una sonorità raffinata nei contrasti derivati dai pianissimi e i crescendi, evitando sonorità rimbombanti...". (La Voz del Interior, Córdoba -Argentina- 11/11/86) "Saul ama e conosce la partitura (Quadri in una Esposizione) che ha diretto a memoria. La sua versione ha avuto qualità sonora, immaginazione e grande raffinatezza..." "...Credo che siamo in presenza di uno dei nostri migliori direttori, della sua generazione e di altre...". (La Prensa, Buenos Aires, 13/03/86) "Un lavoro insuperabile della Filarmonica con la precisa direzione di Emir Saul" (Titolo della critica) "La seconda metà del programma, dedicato a Quadri in una Esposizione di Mussorgsky, risultò più soddisfacente. Saul dominò tutte le opportunità che offre la ammirevole orchestrazione di Ravel". (La Nación, Buenos Aires, 13/03/86) "Alla fine abbiamo ascoltato un'altra volta l'overture di Tahauser (pochi giorni fa c'è stata una eccellente versione della Sinfonica di Bamberg), pezzo che ha avuto il merito di confermare la capacità di Emir Saul, un conduttore che al talento musicale aggiunge forza e sicurezza in grado di effettiva comunicazione. Gli applausi e i "bravi", questa volta si, totalmente giustificati". (El Cronista Comercial, Buenos Aires, 18/10/88) "Emir Saul si profila come uno dei più staccati della sua generazione, ostentando sempre una attitudine coerente nel confronto della responsabilità che assume". (La Prensa, Buenos Aires, 20/10/88) "Emir Saul interessa e persuade. E' un musicista sicuro delle sue intenzioni e dei suoi mezzi, di gesti chiari e sufficienti, che orienta non alla platea ma alla orchestra". (Clarin, Buenos Aires, 20/03/88) "L'ultimo brano del programma, Obertura Fantasia romeo e Giulietta di Ciaikowsky, entusiasmò l'auditorio. Lunghe ovazioni premiarono un Emir Saul che offrì il pezzo del programma provato meglio, assieme a quello di Brahms." (La Nación, Buenos Aires, 20/03/88) "Gesto chiaro e sensibile, con una carica espressiva che sa seguire le tracie principali d'ogni frase, e un accertato concetto musicale sui pezzi eseguiti, sono i profili principali di questo direttore, che uniti a un buon lavoro nelle prove gli hanno permesso di trarre un estimabile risultato finale." "E' nota la comunicazione che può esistere nella trilogia direttore-orchestra-pubblico, quando in realtà a partire dall'inizio, cioè dalla direzione; si versa ogni traccia con convinzione ed entusiasmo, attraverso una tecnica adeguata. In questa opportunità si è raggiunto l'antedetto, potendo ascoltare un'orchestra che sa anche aggiungere quelli ingredienti alla sua esecuzione quando viene motivata. Questa forma di darsi si vede non solo nella parte espressiva, ma si manifesta anche nell'aggiustamento e nello stesso suono, che risulta da questa attitudine di fronte alla interpretazione musicale". (La Prensa, Buenos Aires, 22/03/88) "Il giovane direttore - al nostro giudizio il più staccato della sua generazione- fece il suo lavoro con un gesto per niente timido e molto disinvolto, il che, unito a un pensiero musicale chiaro e coerente; è servito a realizzare un risultato ottimo". (La Prensa, Buenos Aires, 11/05/89) "Emir Saul ha un alto dono di transizione emotiva. La sua forza espressiva è interiore e si comunica alla orchestra per impattare il pubblico senza teatralità". (Clarín, 25/11/1990) "La direzione sicura e oltremodo chiara nel gesto di Emir Saul ha contenuto le sbavature di una orchestra che ha buoni numeri...". (La Cronaca, Verona, Luglio 1992) "L'approfondimento interpretativo si è fatto decisamente più intenso e la partecipazione espressiva a volte persino avvincente, grazie al clima sospeso e misterioso (in Elgar) che Saul è riuscito a creare benissimo". (L'Arena, dicembre 1992) "Saul disegna gesti espansivi, talora amplificati, ma di indubbia sollecitazione espressiva". (L'Arena, giugno 1994)
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